Transcription of II,6it
Κεφ. γ '.

ΑΝΑΞΑΓΟΡΑΣ

[6] Ἀναξαγόρας Ἡγησιβούλου ἢ Εὐβούλου, Κλαζομένιος. οὗτος ἤκουσεν Ἀναξιμένους, καὶ πρῶτος τῇ ὕλῃ νοῦν ἐπέστησεν, ἀρξάμενος οὕτω τοῦ συγγράμματος, ὅ ἐστιν ἡδέως καὶ μεγαλοφρόνως ἡρμηνευμένον (DK59 B 1)˙

"πάντα χρήματα ἦν ὁμοῦ"˙ εἶτα νοῦς ἐλθὼν αὐτὰ διεκόσμησε.

παρὸ καὶ Νοῦς ἐπεκλήθη, καί φησι περὶ αὐτοῦ Τίμων ἐν τοῖς Σίλλοις οὕτω (Diels 24)˙

καί που Ἀναξαγόρην φάσ' ἔμμεναι, ἄλκιμον ἥρω
Νοῦν, ὅτι δὴ νόος αὐτῷ, ὃς ἐξαπίνης ἐπεγείρας
πάντα συνεσφήκωσεν ὁμοῦ τεταραγμένα πρόσθεν.


Οὗτος εὐγενείᾳ καὶ πλούτῳ διαφέρων ἦν, ἀλλὰ καὶ μεγαλοφροσύνῃ, ὅς γε τὰ πατρῷα τοῖς οἰκείοις παρεχώρησε.

Capitolo III

ANASSAGORA

[6] Anassagora, figlio di Egesibulo o Eubulo, nacque a Clazomene. Fu uditore di Anassimene e per primo pose alla materia (ὕλη) una mente (νοῦς). L'inizio della sua opera, che è composta in linguaggio dilettoso e magnanimo, è questo:

Tutte le cose erano insieme; poi venne la mente (ὁ νοῦς) e le dispose in ordine.

Per questo egli stesso si ebbe il soprannome di Mente (Νοῦς) e Timone, nei Silli, di lui dice così: 11*

E dicono che vi è Anassagora fortissimo eroe, detto la Mente, ché a lui fu la mente, che d'un balzo ridestò e raccolse strettamente insieme tutto ciò che prima era stato in enorme scompiglio.

Fu eminente per nobiltà di natali e per ricchezza, ma anche per magnanimità, ché cedette il patrimonio ai suoi familiari.