Transcription of III,45it
[45] ἔστι καὶ ἡμέτερον οὕτως ἔχον (A. Pal. VII. 108)˙

καὶ πῶς, εἰ μὴ Φοῖβος ἀν' Ἑλλάδα φῦσε Πλάτωνα,
ψυχὰς ἀνθρώπων γράμμασιν ἠκέσατο;
καὶ γὰρ ὁ τοῦδε γεγὼς Ἀσκληπιός ἐστιν ἰητὴρ
σώματος, ὡς ψυχῆς ἀθανάτοιο Πλάτων.

καὶ ἄλλο, ὡς ἐτελεύτα (A. Pal. VII. 109)˙

Φοῖβος ἔφυσε βροτοῖς Ἀσκληπιὸν ἠδὲ Πλάτωνα,
τὸν μὲν ἵνα ψυχήν, τὸν δ' ἵνα σῶμα σάοι.
δαισάμενος δὲ γάμον πόλιν ἤλυθεν, ἥν ποθ' ἑαυτῷ
ἔκτισε καὶ δαπέδῳ Ζηνὸς ἐνιδρύσατο.

καὶ τὰ μὲν ἐπιγγράμματα ταῦτα.

[45] C'è anche un nostro epigramma che suona così: 132*

Se Febo non avesse dato la vita a Platone nell'Ellade, come avrebbe potuto curare con le lettere le anime degli uomini? Suo figlio Asclepio è il medico del corpo: dell'anima immortale è Platone.


Ed un altro sulla sua morte: 133*

Febo generò agli umani Asclepio e Platone: l'uno per la cura del corpo, l'altro dell'anima. Da un banchetto nuziale venne alla città, che un giorno per sé fondò e costruì sul suolo di Zeus.


Questi sono gli epigrammi sepolcrali.