Transcription of III,70it
[70] τραπέσθαι δὲ τὴν οὐσίαν ταύτην εἰς τὰ τέτταρα στοιχεῖα, πῦρ, ὕδωρ, ἀέρα, γῆν˙ ἐξ ὧν αὐτόν τε τὸν κόσμον καὶ τὰ ἐν αὐτῷ γεννᾶσθαι. μόνην δὲ τὴν γῆν ἀμετάβολον εἶναί φησι, νομίζων αἰτίαν τὴν τῶν σχημάτων διαφορὰν ἐξ ὧν σύγκειται.

τῶν μὲν γὰρ ἄλλων ὁμογενῆ φησιν εἶναι τὰ σχήματα - ἅπαντα γὰρ ἐξ ἑνὸς συγκεῖσθαι τοῦ προμήκους τριγώνου - τῆς δὲ γῆς ἴδιον εἶναι τὸ σχῆμα˙ πυρὸς μὲν γὰρ εἶναι στοιχεῖον πυραμίδα, ἀέρος τὸ ὀκτάεδρον, ὕδατος τὸ εἰκοσάεδρον, γῆς δὲ κύβον. ὅθεν μήτε γῆν εἰς ταῦτα μεταβάλλειν, μήτε ταῦτα εἰς γῆν.

[70] Questa sostanza, egli dice, si converte nei quattro elementi, fuoco, acqua, aria, terra: da essi è generato l'universo e quel che vi è in esso. Egli afferma che solo la terra è immutabile e ritiene che ne è causa la diversità delle figure geometriche, che ne costituiscono gli elementi. Le figure degli altri elementi, egli dice, sono omogenee: tutte infatti consistono di un triangolo scaleno che è uno e medesimo. Solo la terra ha un triangolo di forma particolare. L'elemento del fuoco è una piramide, dell'aria un ottaedro, dell'acqua un icosaedro, della terra un cubo. Onde né la terra può trasformarsi negli altri elementi, né questi nella terra. 178*