Transcription of IX,38it
[38] Δῆλον δὲ κἀκ τῶν συγγραμμάτων οἷος ἦν.
δοκεῖ δέ, φησὶν ὁ Θράσυλλος
(FHG III. 504), ζηλωτὴς γεγονέναι τῶν Πυθαγορικῶν˙ ἀλλὰ καὶ αὐτοῦ Πυθαγόρου μέμνηται, θαυμάζων αὐτὸν ἐν τῷ ὁμωνύμῳ συγγράμματι (DK 68 B 0a).
πάντα δὲ δοκεῖν παρὰ τούτου λαβεῖν καὶ αὐτοῦ δ' ἂν ἀκηκοέναι εἰ μὴ τὰ τῶν χρόνων ἐμάχετο.
πάντως μέντοι τῶν Πυθαγορικῶν τινοςἀκοῦσαί φησιν αὐτὸν Γλαῦκος ὁ Ῥηγῖνος
(FHG II. 24), κατὰ τοὺς αὐτοὺς χρόνους αὐτῷ γεγονώς. φησὶ δὲ καὶ Ἀπολλόδωρος ὁ Κυζικηνὸς Φιλολάῳ αὐτὸν συγγεγονέναι.
Ἤσκει δέ, φησὶν ὁ Ἀντισθένης, (FGrH 508 F 13),
καὶ ποικίλως δοκιμάζειν τὰς φαντασίας, ἐρημάζων ἐνίοτε καὶ τοῖς τάφοις ἐνδιατρίβων.
[38] Il suo carattere emerge chiaramente anche dagli scritti.
Pare - afferma Trasillo - che Democrito sia stato emulo dei Pitagorici. Ma dello stesso Pitagora egli fa menzione, lodandolo nell'opera che ha appunto per titolo Pitagora. 120*
Sembra che a Pitagora egli abbia attinto tutte le sue teorie e potrebbe anche essere stato suo alunno, se non si opponesse la cronologia.

In ogni caso, Democrito deve aver udito qualche pitagorico; così dice il suo contemporaneo Glauco di Reggio. 121* Anche Apollodoro di Cizico attesta che egli fu in relazione con Filolao. 122*
Come attesta Antistene,
123* Democrito cercava di mettere a prova in vari modi le immaginazioni, perché talvolta si ritirava in solitudine e indugiava tra le tombe.