Transcription of IX,40it
[40] ὁ δὲ Δημήτριος τοὺς συγγενέας αὐτοῦ φησιν ἀναγνῶναι τὸν Μέγαν διάκοσμον, ὃν μόνον ἑκατὸν ταλάντων τιμηθῆναι.
ταὐτὰ δὲ καὶ Ἱππόβοτός φησιν.

Ἀριστόξενος δ' ἐν τοῖς Ἱστορικοῖς ὑπομνήμασί (Wehrli II, fg. 131) φησι Πλάτωνα θελῆσαι συμφλέξαι τὰ Δημοκρίτου συγγράμματα, ὁπόσα ἐδυνήθη συναγαγεῖν, Ἀμύκλαν δὲ καὶ Κλεινίαν τοὺς Πυθαγορικοὺς κωλῦσαι αὐτόν, ὡς οὐδὲν ὄφελος˙ παρὰ πολλοῖς γὰρ εἶναι ἤδη τὰ βιβλία. καὶ δῆλον δέ˙ πάντων γὰρ σχεδὸν τῶν ἀρχαίων μεμνημένος ὁ Πλάτων οὐδαμοῦ Δημοκρίτου διαμνημονεύει, ἀλλ' οὐδ' ἔνθ' ἂν ἀντειπεῖν τι αὐτῷ δέοι, δῆλον 〈ότι〉 εἰδὼς ὡς πρὸς τὸν ἄριστον αὐτῷ τῶν φιλοσόφων 〈ὁ ἀγὼν〉 ἔσοιτο˙ ὅν γε καὶ Τίμων τοῦτον ἐπαινέσας τὸν τρόπον ἔχει˙ (PPF 9 B 46)

οἷον Δημόκριτόν τε περίφρονα, ποιμένα μύθων,
ἀμφίνοον λεσχῆνα μετὰ πρώτοισιν ἀνέγνων.

[40] Demetrio invero riferisce che non Democrito, ma i suoi parenti lessero la Grande Cosmologia, e che la somma con cui l'onorarono fu solo di cento talenti.
La stessa versione del fatto è data anche da Ippoboto.

Aristosseno 125* nelle sue Memorie sparse afferma che Platone ebbe l'intenzione di bruciare tutte le opere di Democrito che poté raccogliere, ma che i pitagorici Amicla 126* e Clinia lo distolsero dal suo proposito, in quanto non ne avrebbe tratto utilità alcuna, perché ormai i libri erano ampiamente diffusi nel pubblico. E ciò è chiaro. Infatti, Platone, che pure menziona quasi tutti i filosofi arcaici, non accenna mai a Democrito 127* neppure là dove avrebbe dovuto contraddirlo, evidentemente perché era consapevole che avrebbe dovuto gareggiare 128* col migliore dei filosofi, che anche Timone non poté fare a meno di lodare nel modo seguente: 129*

Tale è il prudente Democrito, pastore di parole, conversatore accorto, che tra i primi io riconobbi.