Transcription of IX,7it
[7] Ἐδόκει δ' αὐτῷ καθολικῶς μὲν τάδε˙ ἐκ πυρὸς τὰ πάντα συνεστάναι καὶ εἰς τοῦτο ἀναλύεσθαι˙ πάντα δὲ γίνεσθαι καθ' εἱμαρμένην καὶ διὰ τῆς ἐναντιοδρομίας ἡρμόσθαι τὰ ὄντα˙ καὶ πάντα ψυχῶν εἶναι καὶ δαιμόνων πλήρη. εἴρηκε δὲ καὶ περὶ τῶν ἐν κόσμῳ συνισταμένων πάντων παθῶν, ὅτι τε ὁ ἥλιός ἐστι τὸ μέγεθος οἷος φαίνεται. λέγεται δὲ καὶ (DK 22 B 45) "ψυχῆς πείρατα ἰὼν οὐκ ἂν ἐξεύροιο, πᾶσαν ἐπιπορευόμενος ὁδόν˙ οὕτω βαθὺν λόγον ἔχει." τήν τ' οἴησιν ἱερὰν νόσον ἔλεγε (DK 22 B 46) καὶ τὴν ὅρασιν ψεύδεσθαι.

λαμπρῶς τε ἐνίοτε ἐν τῷ συγγράμματι καὶ σαφῶς ἐκβάλλει, ὥστε καὶ τὸν νωθέστατον ῥᾳδίως γνῶναι καὶ δίαρμα ψυχῆς λαβεῖν˙
ἥ τε βραχύτης καὶ τὸ βάρος τῆς ἑρμηνείας ἀσύγκριτον.

[7] I punti fondamentali della sua dottrina in generale sono i seguenti: tutto si forma dal fuoco e in esso si risolve. Tutto diviene secondo una fatale necessità e le cose che sono si compongono in armonia per mezzo di ricorrenti opposizioni. Tutto è pieno di anime e di demoni. Egli ha espresso la sua opinione su tutti i fenomeni cosmici 18* ed ha affermato che tale è la grandezza del sole, quale appare. Un altro suo detto è questo: «Non potresti trovare i confini dell'anima, neppure se percorri ogni via: così profonda è la ragione che essa possiede». Definiva la presunzione morbo sacro (epilessia) e affermava che la vista è ingannevole.
Ma talvolta nella sua opera egli si esprime in modo così splendido e perspicuo che anche il più tardo di mente può facilmente intendere e sentirsi elevare l'anima.

La concisione e il peso del suo stile sono incomparabili.