Transcription of VI,26it
[26] Πλατῶν αὐτοῦ ποτε στρώματα κεκληκότος φίλους παρὰ Διονυσίου, ἔφη, "πατῶ τὴν Πλάτωνος κενοσπουδίαν"˙ πρὸς ὃν ὁ Πλάτων, "ὅσον, ὦ Διόγενες, τοῦ τύφου διαφαίνεις, δοκῶν μὴ τετυφῶσθαι." οἱ δέ φασι τὸν Διογένην εἰπεῖν, "πατῶ τὸν Πλάτωνος τῦφον"˙ τὸν δὲ φάναι, "ἑτέρῳ γε τύφῳ, Διόγενες"˙ Σωτίων δ' ἐν τῷ τετάρτῳ φησὶ πρὸς αὐτὸν εἰπεῖν τοῦτο τὸν Πλάτωνα τὸν κύνα.

Διογένης οἶνόν ποτ' ᾔτησεν αὐτόν, τότε δὲ καὶ ἰσχάδας. ὁ δὲ κεράμιον ὅλον ἔπεμψεν αὐτῷ˙ καὶ ὅς, "σύ," φησίν, "ἂν ἐρωτηθῇς δύο καὶ δύο πόσα ἐστίν, Εἴκοσιν ἀποκρινῇ; οὕτως οὔτε πρὸς τὰ αἰτούμενα δίδως οὔτε πρὸς τὰ ἐρωτώμεν' ἀποκρίνῃ." ἔσκωψε δὴ ὡς ἀπεραντολόγον.

[26] Durante un ricevimento offerto da Platone ad amici che venivano da Dionisio, Diogene calpestando i suoi tappeti disse: «Calpesto la vanagloria di Platone». E Platone: «Di quanto orgoglio trasparisci, pur volendo apparirne immune!» Secondo altri, la battuta di Diogene fu: «Calpesto l'orgoglio di Platone». E Platone: «Con altro orgoglio, o Diogene!» Sozione nel quarto libro della sua opera fa rivolgere questa battuta dal Cinico a Platone stesso. 55* Diogene una volta gli chiese del vino e, contemporaneamente, fichi secchi. Platone gli mandò un'anfora piena di vino ed egli: «Se uno ti domanda quanto fa due più due, risponderai venti? Così né dai nella misura in cui ti si chiede né rispondi a quel che ti si chiede». 56* Lo scherniva, invero, come loquacissimo.