Transcription of VII,112it
[112] ἄχθος δὲ λύπην βαρύνουσαν, ἐνόχλησιν λύπην στενοχωροῦσαν καὶ δυσχωρίαν παρασκευάζουσαν, ἀνίαν λύπην ἐκ διαλογισμῶν μένουσαν ἢ ἐπιτεινομένην, ὀδύνην λύπην ἐπίπονον, σύγχυσιν λύπην ἄλογον, ἀποκναίουσαν καὶ κωλύουσαν τὰ παρόντα συνορᾶν.


Ὁ δὲ φόβος ἐστὶ προσδοκία κακοῦ. εἰς δὲ τὸν φόβον ἀνάγεται καὶ ταῦτα˙ δεῖμα, ὄκνος, αἰσχύνη, ἔκπληξις, θόρυβος, ἀγωνία. δεῖμα μὲν οὖν ἐστι φόβος δέος ἐμποιῶν, αἰσχύνη δὲ φόβος ἀδοξίας, ὄκνος δὲ φόβος μελλούσης ἐνεργείας, ἔκπληξις δὲ φόβος ἐκ φαντασίας ἀσυνήθους πράγματος,

[112] il peso affannoso è un dolore opprimente; la noia è un dolore coartante e inquietante; 148* il turbamento è un dolore che deve la sua formazione e il suo sviluppo a false considerazioni; l'angoscia è un dolore penoso; la confusa costernazione è un dolore irrazionale, che costantemente logora, che impedisce la visione d'insieme del presente.
La paura è l'attesa di un male.
Della paura si hanno le seguenti specie: terrore, esitazione, vergogna, sbigottimento, sconvolgimento, inquietudine. Il terrore è la paura che suscita angoscia; la vergogna è la paura dell'ignominia; l'esitazione è la paura dell'azione da compiere; lo sbigottimento è la paura prodotta dall'impressione d'un avvenimento insolito;