Transcription of VII,1it

LIBER VII
Κεφ. α'.

ΖΗΝΩΝ



[1] Ζήνων Μνασέου ἢ Δημέου, Κιτιεὺς ἀπὸ Κύπρου, πολίσματος Ἑλληνικοῦ Φοίνικας ἐποίκους ἐσχηκότος.
Τὸν τράχηλον ἐπὶ θάτερα νενευκὼς ἦν, ὥς φησι Τιμόθεος ὁ Ἀθηναῖος ἐν τῷ Περὶ βίων˙
(FHG IV. 523) καὶ Ἀπολλώνιος δέ φησιν ὁ Τύριος ὅτι ἰσχνὸς ἦν, ὑπομήκης, μελάγχρως - ὅθεν τις αὐτὸν εἶπεν Αἰγυπτίαν κληματίδα, καθά φησι Χρύσιππος ἐν πρώτῳ Παροιμιῶν - παχύκνημός τε καὶ ἀπαγὴς καὶ ἀσθενής˙ διὸ καί φησι Περσαῖος ἐν Ὑπομνήμασι συμποτικοῖς (SVF I. 453) τὰ πλεῖστα αὐτὸν δεῖπνα παραιτεῖσθαι.
ἔχαιρε δέ, φασί, σύκοις χλωροῖς καὶ ἡλιοκαΐαις.

 

LIBRO SETTIMO

Capitolo 1

ZENONE

[1] Zenone figlio di Mnasea (o Demea) nacque a Cizio in Cipro, città greca che aveva avuto coloni fenici.
Timoteo ateniese l* nel libro Sulle vite riferisce che Zenone aveva il collo storto. E Apollonio di Tiro 2* aggiunge che egli era di costituzione gracile, piuttosto alto, di colorito bruno - per questo qualcuno lo chiamò 'clematide egizia', 3* come ricorda Crisippo nel primo libro dei Proverbi -, con grosse gambe, floscio e delicato. Perseo appunto nei, Ricordi conviviali riferisce la notizia che egli rifiutava la maggior parte degli inviti a pranzo.

Narrano che gli piaceva mangiare fichi verdi e prendere il sole.