Transcription of VII,9it
[9] ἐγὼ δὲ συνέχομαι σώματι ἀσθενεῖ διὰ γῆρας˙ ἐτῶν γάρ εἰμι ὀγδοήκοντα˙ διόπερ οὐ δύναμαί σοι συμμῖξαι. ἀποστέλλω δέ σοί τινας τῶν ἐμαυτοῦ συσχολαστῶν, οἳ τοῖς μὲν κατὰ ψυχὴν οὐκ ἀπολείπονται ἐμοῦ, τοῖς δὲ κατὰ σῶμα προτεροῦσιν˙ οἷς συνὼν οὐδενὸς καθυστερήσεις τῶν πρὸς τὴν τελείαν εὐδαιμονίαν ἀνηκόντων."


Ἀπέστειλε δὲ Περσαῖον καὶ Φιλωνίδην τὸν Θηβαῖον, ὧν ἀμφοτέρων Ἐπίκουρος μνημονεύει ὡς συνόντων Ἀντιγόνῳ ἐν τῇ πρὸς Ἀριστόβουλον τὸν ἀδελφὸν ἐπιστολῇ.
ἔδοξε δέ μοι καὶ τὸ ψήφισμα τὸ περὶ αὐτοῦ τῶν Ἀθηναίων ὑπογράψαι.

[9] Per quel che mi riguarda, io sono sofferente: la mia debolezza fisica è aggravata dalla vecchiaia. Ormai ho ottanta anni. Per questo non posso venire a vivere con te. Ma ti mando alcuni dei miei compagni di studio che non mi sono inferiori per altezza spirituale e mi superano per vigore fisico. La consuetudine con loro ti consentirà di primeggiare su quanti hanno raggiunto la perfetta felicità.

Gli mandò dunque Perseo 19* e Filonide tebano: anche Epicuro 20* nell'Epistola al fratello Aristobulo li ricorda entrambi come viventi insieme con Antigono.
A me piace riportare qui di séguito il decreto con cui gli Ateniesi lo onorarono.