Transcription of VIII,42it
[42] Ἦν δὲ τῷ Πυθαγόρᾳ καὶ γυνή, Θεανὼ ὄνομα, Βροντίνου τοῦ Κροτωνιάτου θυγάτηρ˙ οἱ δέ, γυναῖκα μὲν εἶναι Βροντίνου, μαθήτριαν δὲ Πυθαγόρου. ἦν αὐτῷ καὶ θυγάτηρ Δαμώ, ὥς φησι Λύσις ἐν ἐπιστολῇ τῇ πρὸς Ἵππασον (Hercher, 603 ad init.), περὶ Πυθαγόρου λέγων οὕτως˙

"λέγοντι δὲ πολλοὶ τὺ καὶ δαμοσίᾳ φιλοσοφέν, ὅπερ ἀπαξίωσε Πυθαγόρας ὅς γέ τοι Δαμοῖ τᾷ ἑαυτοῦ θυγατρὶ παρακαταθέμενος τὰ ὑπομνάματα ἐπέσκαψε μηδενὶ τῶν ἐκτὸς τᾶς οἰκίας παραδιδόμεν. ἁ δὲ δυναμένα πολλῶν χραμάτων ἀποδίδοσθαι τὼς λόγως οὐκ ἐβουλάθη˙ πενίαν δὲ καὶ τὰς τῶ πατρὸς ἐπισκάψιας ἐνόμιζε χρυσῶ τιμιωτέρας ἦμεν, καὶ ταῦτα γυνά."

[42] Pitagora ebbe anche una moglie, di nome Teano, figlia di Brontino crotoniate; secondo alcuni, questa fu moglie di Brontino e discepola di Pitagora. Ebbe pure una figlia di nome Damo, come dice Liside nell'epistola a Ippaso, esprimendosi così intorno a Pitagora:

Molti dicono che tu vai filosofando anche pubblicamente, e ciò non ammetteva Pitagora il quale affidò le memorie a sua figlia Damo, con l'ordine di non consegnarle a nessuno di quelli che non erano ammessi alla sua casa. Ed essa, pur potendo dar via i suoi libri a carissimo prezzo, non volle, stimando più preziosi dell'oro la povertà e gli ordini paterni. Ed era una donna.