Transcription of VIII,54it
[54] Ὅτι δ' ἦν Ἀκραγαντῖνος ἐκ Σικελίας, αὐτὸς ἐναρχόμενος τῶν Καθαρμῶν φησιν˙ (DK 31 B 112)

ὦ φίλοι οἳ μέγα ἄστυ κατὰ ξανθοῦ Ἀκράγαντος
ναίετ' ἀν' ἄκρα πόλεος.

καὶ τὰ μὲν περὶ τοῦ γένους αὐτοῦ τάδε.
Ἀκοῦσαι δ' αὐτὸν Πυθαγόρου Τίμαιος διὰ τῆς ἐνάτης
(FGrH 566 F 14) ἱστορεῖ, λέγων ὅτι καταγνωσθεὶς ἐπὶ λογοκλοπίᾳ τότε, καθὰ καὶ Πλάτων, τῶν λόγων ἐκωλύθη μετέχειν. μεμνῆσθαι δὲ καὶ αὐτὸν Πυθαγόρου λέγοντα˙ (DK 31 B 129)

ἦν δέ τις ἐν κείνοισιν ἀνὴρ περιώσια εἰδώς,
ὃς δὴ μήκιστον πραπίδων ἐκτήσατο πλοῦτον.

οἱ δὲ τοῦτο εἰς Παρμενίδην αὐτὸν λέγειν ἀναφέροντα.

[54] Che fosse agrigentino della Sicilia attesta egli stesso all'inizio delle Purificazioni (Καθαρμοί):

O amici che la grande città sul biondo Agrigento abitate, sull'acropoli.

Queste sono le notizie sulla sua stirpe.
Timeo 140* nel nono libro racconta che egli fu alunno di Pitagora, aggiungendo che fu accusato di aver rubato i suoi discorsi. Allora a lui, come anche a Platone, fu impedito di prender parte alle conversazioni. Egli si è ricordato di Pitagora, quando dice:

V'era fra quelli un uomo per sapienza eccellente che possedeva d'intelligenza grandissima ricchezza.

Altri sostengono che Empedocle con queste parole volesse riferirsi a Parmenide. 141*