Transcription of 18-A,4
18 A 4. IAMBL. de comm. math. sc. 25 p. 77, 18, e v. Pyth. 88. Dicono che Ippaso era un pitagorico, che divulgò e descrisse la sfera formata dai dodici pentagoni, che morì, per questa sua empietà, in un naufragio, e che ebbe fama d'aver fatta lui la scoperta, mentre tutte le scoperte erano di «quell'uomo», come, senza nominarlo, chiamano Pitagora. Le matematiche, dopo che furono divulgate... le condussero innanzi soprattutto Teodoro di Cirene e Ippocrate di Chio. I Pitagorici dicono che la geometria fu divulgata perché a un pitagorico che aveva perduto la sua sostanza fu concesso, dopo tale sciagura, di guadagnarsi denaro con essa. IAMBL. v. Pyth. 246. Dicono che colui che per primo divulgò la natura della commensurabilità e dell'incommensurabilità a uomini che non meritavano d'essere messi a parte di queste conoscenze, venne in tal odio agli altri Pitagorici, che questi non solo lo cacciarono dalla comunità, ma anche gli costruirono un sepolcro come se fosse morto, lui che una volta era stato loro amico. IAMBL. v. Pyth. 247. Altri aggiungono che anche la divinità s'adirò con quelli che avevano divulgato la dottrina di Pitagora: ché perì, come empio, in mare colui che rese noto come la figura dell'icosagono (e cioè del dodecaedro, che è una delle cosiddette cinque figure solide) si può iscrivere in una sfera. Altri ancora dicono che ebbe questa sorte colui che parlò ad altri dei numeri irrazionali e dell'incommensurabilità. CLEM. ALEX. strom. V 58 [II 364, 27]. Dicono che il pitagorico Ipparco [sic!], colpevole di aver divulgato con gli scritti la dottrina di Pitagora, fu bandito dalla comunità, e che gli fu fatta una stele funebre come se fosse morto. G DIOG. LAERT. VIII 42. Aveva anche una figlia, Damo, come dice Liside nella lettera ad Ippaso, dove parla in questo modo di Pitagora:

Molti dicono che tu anche pubblicamente parli della filosofia, violando il precetto di Pitagora, il quale, affidando le memorie alla figlia Damo, le raccomandò di non consegnarle a nessuno che non fosse della famiglia. Ed essa, che pur poteva guadagnare molto denaro divulgando i discorsi, non lo fece, perché preferiva obbedire al padre e restar povera che acquistar denaro: ed era una donna. /

18 A 4. IAMBL. V. P. 88 und de c. math. sc. 25 περὶ δ' Ἱππάσου λέγουσιν, ὡς ἦν μὲν τῶν Πυθαγορείων, διὰ δὲ τὸ ἐξενεγκεῖν καὶ γράψασθαι πρῶτος σφαῖραν τὴν ἐκ τῶν δώδεκα πενταγώνων ἀπόλοιτο κατὰ θάλατταν ὡς ἀσεβήσας, δόξαν δὲ λάβοι ὡς εὑρών, εἶναι δὲ πάντα "ἐκείνου τοῦ ἀνδρός". προσαγορεύουσι γὰρ οὕτω
τὸν
[I 108. 10 App.] Πυθαγόραν καὶ οὐ καλοῦσιν ὀνόματι. ἐπέδωκε δὲ τὰ μαθήματα, ἐπεὶ ἐξηνέχθησαν, 〈κατὰ πᾶσαν τὴν Ἑλλάδα, καὶ πρῶτοι τῶν τότε μαθηματικῶν ἐνομίσθησαν〉 δισσοὶ προάγοντε μάλιστα Θεόδωρός τε ὁ Κυρηναῖος [c. 43] καὶ Ἱπποκράτης ὁ Χῖος [c. 42]. λέγουσι δὲ οἱ Πυθαγόρειοι ἐξενηνέχθαι γεωμετρίαν οὕτως˙ ἀποβαλεῖν τινα τὴν οὐσίαν τῶν Πυθαγορείων, ὡς δὲ τοῦτ' ἠτύχησε, δοθῆναι αὐτῶι χρηματίσασθαι [I 108. 15] ἀπὸ γεωμετρίας. IAMBL. V. P. 246 τὸν γοῦν πρῶτον ἐκφήναντα τὴν τῆς συμμετρίας καὶ ἀσυμμετρίας φύσιν τοῖς ἀναξίοις μετέχειν τῶν λόγων οὕτως φασὶν ἀποστυγηθῆναι, ὡς μὴ μόνον ἐκ τῆς κοινῆς συνουσίας καὶ διαίτης ἐξορισθῆναι, ἀλλὰ καὶ τάφον αὐτοῦ κατασκευασθῆναι ὡς δῆτα ἀποιχομένου ἐκ τοῦ μετ' ἀνθρώπων βίου τοῦ ποτε ἑταίρου γενομένου. IAMBL. V. P. 247 οἱ δέ φασι καὶ τὸ δαιμόνιον νεμεσῆσαι τοῖς ἐξώφορα [I 108. 20 App.] τὰ Πυθαγόρου ποιησαμένοις. φθαρῆναι γὰρ ὡς ἀσεβήσαντα ἐν θαλάσσηι τὸν δηλώσαντα τὴν τοῦ εἰκοσαγώνου σύστασιν, τοῦτο δ' ἦν δωδεκάεδρον, ἓν τῶν πέντε λεγομένων στερεῶν σχημάτων, εἰς σφαῖραν ἐκτείνεσθαι. ἔνιοι δὲ τὸν περὶ τῆς ἀλογίας καὶ τῆς ἀσυμμετρίας ἐξειπόντα τοῦτο παθεῖν ἔλεξαν. CLEM. Strom. V 58 (II 364, 27 St.) φασὶ γοῦν Ἵππαρχον (sic) τὸν Πυθαγόρειον αἰτίαν ἔχοντα γράψασθαι [I 108. 25 App.] τὰ τοῦ Πυθαγόρου σαφῶς ἐξελαθῆναι τῆς διατριβῆς καὶ στήλην ἐπ' αὐτῶι γενέσθαι οἷα νεκρῶι. G DIOG. LAERT. VIII 42. ἦν αὐτῷ καὶ θυγάτηρ Δαμώ, ὥς φησι Λύσις ἐν ἐπιστολῇ τῇ πρὸς Ἵππασον, περὶ Πυθαγόρου λέγων οὕτως˙ "λέγοντι δὲ πολλοὶ τὺ καὶ δαμοσίᾳ φιλοσοφέν, ὅπερ ἀπαξίωσε Πυθαγόρας ὅς γέ τοι Δαμοῖ τᾷ ἑαυτοῦ θυγατρὶ παρακαταθέμενος τὰ ὑπομνάματα ἐπέσκαψε μηδενὶ τῶν ἐκτὸς τᾶς οἰκίας παραδιδόμεν. ἁ δὲ δυναμένα πολλῶν χραμάτων ἀποδίδοσθαι τὼς λόγως οὐκ ἐβουλάθη˙ πενίαν 〈δὲ〉 καὶ τὰς τῶ πατρὸς ἐπισκάψιας ἐνόμιζε χρυσῶ τιμιωτέρας ἦμεν, καὶ ταῦτα γυνά." /