Transcription of 18-A,5
18 A 5. IAMBL. v. Pyth. 257 [da Apollonio]. Tutte queste cose, come dissi, irritavano tutti, ché vedevano i Pitagorici vivere separatamente dagli altri. Per parte loro poi i parenti erano irritati per il fatto che i Pitagorici, mentre tra loro si stringevano la mano, non la stringevano ai loro parenti, eccettuati i genitori, e perché, mentre usavano in comune le loro sostanze, ne escludevano loro. Furono questi gli iniziatori della ribellione; e gli altri prontamente li secondarono. Tra i mille allora Ippaso e Diodoro e Teage sostennero che a tutti doveva essere concesso il diritto di partecipare alle assemblee e di essere eletti alle cariche pubbliche, e che i magistrati dovevano rendere conto del loro operato a uomini designati dalla sorte di tra tutti; s'opposero i Pitagorici Alcimaco e Metarco e Metone e Democede, dicendo che non si doveva modificare la costituzione patria: alla fine vinsero quelli che favorivano il popolo minuto. In seguito, radunatasi la moltitudine, Cilone e Ninone, oratori, quello di famiglia ricca, questo di famiglia popolare, dividendosi le parti, cominciarono a parlare contro i Pitagorici. 18 A 5. IAMBL. V. P. 257 τὰ μὲν τοιαῦτα, καθάπερ [§ 255] προεῖπον, ἐπὶ τοσοῦτον ἐλύπει κοινῶς ἅπαντας ἐφ' ὅσον ἑώρων ἰδιάζοντας ἐν αὑτοῖς τοὺς συμπεπαιδευμένους ... ἀρχόντων δὲ τούτων [näml. τῶν συγγενῶν] τῆς διαστάσεως ἑτοίμως [I 108. 30 App.] οἱ λοιποὶ προσέπιπτον εἰς τὴν ἔχθραν, καὶ λεγόντων ἐξ αὐτῶν τῶν χιλίων Ἱππάσου καὶ Διοδώρου καὶ Θεάγους ὑπὲρ τοῦ πάντας κοινωνεῖν τῶν ἀρχῶν καὶ τῆς ἐκκλησίας καὶ διδόναι τὰς εὐθύνας τοὺς ἄρχοντας ἐν τοῖς ἐκ πάντων λαχοῦσιν, ἐναντιουμένων δὲ τῶν Πυθαγορείων Ἀλκιμάχου καὶ Δεινάρχου καὶ Μέτωνος καὶ Δημοκήδους [c. 19] καὶ διακωλυόντων τὴν πάτριον πολιτείαν μὴ καταλύειν ἐκράτησαν [I 108. 35 App.] οἱ τῶι πλήθει συνηγοροῦντες. μετὰ δὲ ταῦτα συνελθόντων τῶν πολλῶν διελόμενοι τὰς δημηγορίας κατηγόρουν τινὲς αὐτῶν ἐκ τῶν ῥητόρων, Κύλων καὶ Νίνων [aus der Erzählung des Apollonios].