Transcription of 28-A,23
28 A 23. HIPPOL. ref. I 11 p. 16, 9 [Dox. 564]. (1) E infatti anche Parmenide pone il tutto uno eterno ingenerato e sferico senza riuscire neppure lui a liberarsi dall'opinione dei molti in quanto dice princìpi del tutto il fuoco e la terra, la terra come materia, il fuoco come causa e principio formativo. Disse che il cosmo è soggetto a distruzione: in qual modo però non spiega. Nello stesso tempo sostenne che il tutto è eterno, non generato, sferico, omogeneo e, in quanto non ha spazio in sé, anche immobile e limitato. 28 A 23. HIPPOL. Ref. I 11 (D. 564 W. 16] (1) καὶ γὰρ καὶ Π. ἓν μὲν τὸ πᾶν ὑποτίθεται ἀίδιόν τε καὶ ἀγένητον καὶ σφαιροειδές - οὐδ' αὐτὸς ἐκφεύγων τὴν τῶν [I 221. 35 App.] πολλῶν δόξαν πῦρ λέγων καὶ γῆν τὰς τοῦ παντὸς ἀρχάς, τὴν μὲν γῆν ὡς ὕλην τὸ δὲ πῦρ ὡς αἴτιον καὶ ποιοῦν. τὸν κόσμον ἔφη φθείρεσθαι, ὧι δὲ τρόπωι, οὐκ εἶπεν. (2) ὁ αὐτὸς δὲ εἶπεν ἀίδιον εἶναι τὸ πᾶν καὶ οὐ γενόμενον καὶ σφαιροειδὲς καὶ ὅμοιον, οὐκ ἔχον δὲ τόπον ἐν ἑαυτῶι, καὶ ἀκίνητον καὶ πεπερασμένον.