Transcription of 29-A,13
29 A 13. G PLAT. Parm. 127 D-E. Terminata la lettura, Socrate richiese che gli si rileggesse la prima ipotesi14* del primo ragionamento. Ciò fatto: - Cosa - disse - intendi dire con questo, o Zenone? Che, se gli enti sono molti, essi vengono ad essere necessariamente uguali e disuguali, e che questo è certo impossibile; non è infatti possibile né che il disuguale sia uguale né che l'uguale sia disuguale. Non è questo quello che intendi dire? / PLAT. Phaedr. 261 D. L'eleatico Palamede non sappiamo che parlava con tanta arte che a chi lo ascoltava le stesse cose apparivano uguali e disuguali, una e molte, e, ancora, immobili e in movimento? G ISOCR. 10, 3. ... o Zenone che tenta, le stesse cose, di dimostrarle possibili e insieme non possibili15*. / 29 A 13. G PLAT. Parm. 127 D-E. Τὸν οὖν Σωκράτη ἀκούσαντα πάλιν τε κελεῦσαι τὴν πρώτην ὑπόθεσιν τοῦ πρώτου λόγου ἀναγνῶναι, καὶ ἀνα γνωσθείσης, Πῶς, φάναι, ὦ Ζήνων, τοῦτο λέγεις; εἰ πολλά ἐστι τὰ ὄντα, ὡς ἄρα δεῖ αὐτὰ ὅμοιά τε εἶναι καὶ ἀνόμοια, τοῦτο δὲ δὴ ἀδύνατον˙ οὔτε γὰρ τὰ ἀνόμοια ὅμοια οὔτε τὰ ὅμοια ἀνόμοια οἷόν τε εἶναι; οὐχ οὕτω λέγεις; / PLAT. Phaedr. 261 D τὸν οὖν Ἐλεατικὸν Παλαμήδην λέγοντα οὐκ ἴσμεν τέχνηι ὥστε φαίνεσθαι τοῖς ἀκούουσι τὰ αὐτὰ ὅμοια καὶ ἀνόμοια, καὶ ἓν καὶ πολλά, μένοντά τε αὖ καὶ φερόμενα; G ISOCR. 10, 3. ... Ζήνωνα τὸν ταὐτὰ δυνατὰ καὶ πάλιν ἀδύνατα πειρώμενον ἀποφαίνειν. /