Transcription of 31-A,37
31 A 37. ARISTOT. metaph. A 4. 985 a 21. Ed Empedocle fa un maggior uso delle causa che non costui [scil.: Anassagora], ma non ancora in maniera sufficiente, né in esse ritrova quanto prima è già stato stabilito: spesso in effetti per lui l'Amicizia separa, mentre la Contesa unisce. Quando infatti il tutto a causa della Contesa si distingue negli elementi, allora il fuoco si riunisce in un'unica massa e così ciascuno degli altri elementi; quando poi, a causa dell'Amicizia, gli elementi si riuniscono di nuovo nell'uno, è necessario che di nuovo si separino parti da ciascuno di essi. Empedocle, a differenza di quanti lo precedettero, per primo introdusse la distinzione all'interno della causa, ponendo non già un unico principio del movimento, ma altri due diversi e contrari. E ancora per primo disse che quattro sono gli elementi considerati sotto la specie materiale. E tuttavia non fa uso di tutti e quattro, ma come se fossero due soltanto, il fuoco di per sé da un lato, e quelli ad esso contrapposti, come fossero di una sola natura, e cioè la terra l'aria e l'acqua. Questo è possibile supporlo osservando quanto risulta dai suoi versi. 31 A 37. ARISTOT. metaph. A 4. 985 a 21 καὶ Ἐ. ἐπὶ πλέον μὲν χρῆται τούτου [als Anaxagoras] τοῖς αἰτίοις, οὐ μὴν οὔθ' ἱκανῶς οὔτ' ἐν τούτοις εὑρίσκει τὸ ὁμολογούμενον˙ πολλαχοῦ γοῦν αὐτῶι ἡ μὲν Φιλία διακρίνει, τὸ δὲ Νεῖκος συγκρίνει. ὅταν μὲν γὰρ εἰς τὰ στοιχεῖα διίστηται τὸ πᾶν ὑπὸ τοῦ Νείκους, τό τε πῦρ εἰς ἓν συγκρίνεται [I 290. 20 App.] καὶ τῶν ἄλλων στοιχείων ἕκαστον˙ ὅταν δὲ πάλιν ὑπὸ τῆς Φιλίας συνίωσιν εἰς τὸ ἕν, ἀναγκαῖον ἐξ ἑκάστου τὰ μόρια διακρίνεσθαι πάλιν. Ἐ. μὲν οὖν παρὰ τοὺς πρότερον πρῶτος τὸ τὴν αἰτίαν διελεῖν εἰσήνεγκεν, οὐ μίαν ποιήσας τὴν τῆς κινήσεως ἀρχὴν ἀλλ' ἑτέρας τε καὶ ἐναντίας. ἔτι δὲ τὰ ὡς ἐν ὕλης εἴδει λεγόμενα στοιχεῖα τέτταρα πρῶτος εἶπεν. οὐ μὴν χρῆταί γε τέτταρσιν, ἀλλ' ὡς δυσὶν οὖσι μόνοις, [I 290. 25] πυρὶ μὲν καθ' αὑτό, τοῖς δ' ἀντικειμένοις ὡς μιᾶι φύσει, γῆι τε καὶ ἀέρι καὶ ὕδατι. λάβοι δ' ἄν τις αὐτὸ θεωρῶν ἐκ τῶν ἐπῶν.