Transcription of 44-A,16
44 A 16. AËT. II 7, 7 [Dox. 336]. Filolao mette il fuoco nel mezzo, intorno al centro, che chiama focolare del tutto [B 7] e casa di Zeus e madre degli dèi e altare e congiungimento e misura della natura. E poi un altro fuoco alla sommità, quello che circonda il tutto. Dice che per natura primo è il mezzo, e che intorno a questo girano i dieci corpi celesti, 〈e sotto la sfera delle stelle fisse〉 i cinque pianeti, e sotto questi il sole, e sotto questo la luna, e sotto questa la terra, e sotto questa l'antiterra, e dopo tutti questi il fuoco del focolare che ha la sua sede intorno al centro. E chiama Olimpo la parte estrema di ciò che sta intorno, nella quale sono gli elementi nella loro purezza, e cosmo la parte che sta sotto il movimento dell'Olimpo, quella dove dice che stanno i cinque pianeti col sole e con la luna, e cielo la parte che sta sotto questi, e cioè sotto la luna e intorno alla terra, e in cui sono le cose soggette a incessante generazione. Dice anche che la sapienza ha come oggetto l'ordinamento delle cose celesti, e che la virtù ha come oggetto il disordine delle cose divenienti; e che quella è perfetta, questa imperfetta8* [cfr. 58 B 37; ALEX. metaph. 38, 22 e PLAT. Gorg. 508 A]. 44 A 16. AËT. II 7, 7 (D. 336 vermutlich Theophrast im Poseidonios-Excerpt) Φ. πῦρ ἐν μέσωι περὶ τὸ κέντρον ὅπερ ἑστίαν τοῦ παντὸς καλεῖ [B 7] καὶ Διὸς [I 403. 15 App.] οἶκον καὶ μητέρα θεῶν βωμόν τε καὶ συνοχὴν καὶ μέτρον φύσεως. καὶ πάλιν πῦρ ἕτερον ἀνωτάτω τὸ περιέχον. πρῶτον δ' εἶναι φύσει τὸ μέσον, περὶ δὲ τοῦτο δέκα σώματα θεῖα χορεύειν, [οὐρανόν] 〈μετὰ τὴν τῶν ἀπλανῶν σφαῖραν〉 τοὺς ε̅ πλανήτας, μεθ' οὓς ἥλιον, ὑφ' ὧι σελήνην, ὑφ' ἧι τὴν γῆν, ὑφ' ἧι τὴν ἀντίχθονα, μεθ' ἃ σύμπαντα τὸ πῦρ ἑστίας περὶ τὰ κέντρα τάξιν ἐπέχον. τὸ μὲν [I 403. 20 App.] οὖν ἀνωτάτω μέρος τοῦ περιέχοντος, ἐν ὧι τὴν εἱλικρίνειαν εἶναι τῶν στοιχείων, ὄλυμπον καλεῖ, τὰ δὲ ὑπὸ τὴν τοῦ ὀλύμπου φοράν, ἐν ὧι τοὺς πέντε πλανήτας μεθ' ἡλίου καὶ σελήνης τετάχθαι, κόσμον, τὸ δ' ὑπὸ τούτοις ὑποσέληνόν τε καὶ περίγειον μέρος, ἐν ὧι τὰ τῆς φιλομεταβόλου γενέσεως, οὐρανόν. καὶ περὶ μὲν τὰ τεταγμένα τῶν μετεώρων γίνεσθαι τὴν σοφίαν, περὶ δὲ τῶν γινομένων τὴν [I 403. 25] ἀταξίαν τὴν ἀρετήν, τελείαν μὲν ἐκείνην ἀτελῆ δὲ ταύτην. Vgl. 58 B 37; ALEX. in Metaph. A 4 p. 38, 22 Hayd.