Transcription of 59-A,84
59 A 84. ARISTOT. meteor. B 9. [a proposito della folgore e del tuono] 369 b 14. Alcuni sostengono che nelle nuvole c'è fuoco... Anassagora [dice che è] una parte dell'etere superiore che egli chiama fuoco, trascinato dall'alto in basso. Il lampeggiare di questo fuoco è la folgore, il rumore e lo stridere quando si spegne è il tuono, e come si vede avviene pure, e così la folgore precede il tuono. AËT. III 3, 4 [Dox. 368]. Quando il caldo si scontra col freddo (e cioè l'etere con l'aria) produce con l'attrito il tuono, col colore di fronte al nereggiare delle nuvole il lampo, con l'abbondanza e la potenza della luce la folgore, col fuoco dai molti corpi13* il tifone, col mescolarsi delle nuvole l'uragano. SENEC. nat. quaest. II 12, 3. Anassagora dice che il fuoco precipita dall'etere e da tanto divampare di cielo cadono giù molti fuochi, che le nuvole tengono chiusi in sé per molto tempo.
SENEC. nat. quaest. II 19. Anassagora sostiene che tutto questo avviene in tal modo, e cioè che una forza dall'etere precipita nelle zone inferiori e così il fuoco, scontratosi nelle nuvole fredde manda un suono. Ma quando poi le fende, brilla, e se i fuochi sono modesti, producono dei lampeggiamenti, se maggiori, fulmini.
59 A 84. ARISTOT. Meteorol. B 9 (περὶ ἀστραπῆς καὶ βροντῆς) 369 b 14 [nach 31 A 63] Ἀ. δὲ τοῦ ἄνωθεν αἰθέρος, ὃ δὴ ἐκεῖνος καλεῖ πῦρ, κατενεχθὲν ἄνωθεν κάτω. τὴν μὲν οὖν διάλαμψιν ἀστραπὴν εἶναι τούτου τοῦ πυρός, τὸν δὲ ψόφον ἐναποσβεννυμένου καὶ τὴν σίξιν βροντήν, ὡς καθάπερ φαίνεται καὶ γιγνόμενον, οὕτω [II 25. 25] καὶ πρότερον τὴν ἀστραπὴν οὖσαν τῆς βροντῆς. AËT. III 3, 4 (D. 368) ὅταν τὸ θερμὸν εἰς τὸ ψυχρὸν ἐμπέσηι (τοῦτο δ' ἐστὶν αἰθέριον μέρος εἰς ἀερῶδες), τῶι μὲν ψόφωι τὴν βροντὴν ἀποτελεῖ, τῶι δὲ παρὰ τὴν μελανίαν τοῦ νεφώδους χρώματι τὴν ἀστραπήν, τῶι δὲ πλήθει καὶ μεγέθει τοῦ φωτὸς τὸν κεραυνόν, τῶι δὲ πολυσωματωτέρωι πυρὶ τὸν τυφῶνα, τῶι δὲ νεφελομιγεῖ τὸν πρηστῆρα. SENEC. Nat. qu. II 12, 3 [II 25. 30 App.] A. ait illum [näml. ignem] ex aethere destillare et ex tanto ardore caeli multa decidere, quae nubes diu inclusa custodiant. SENEC. Nat. qu. II 19 [nach Anaximandros s. 12 A 23] Anaxagoras ait omnia ista sic fieri, ut ex aethere aliqua vis in inferiora descendat ita ignis impactus nubibus frigidis sonat. at cum illas interscindit, fulget et minor vis ignium fulgurationes facit, [II 25. 35 App.] maior fulmina.