Transcription of 60-A,4
DOTTRINA
Cfr. DIOG. LAERT. V 42 [tra le opere di Teofrasto]. Sulla dottrina di Archelao in un libro.
LEHRE
Vgl. DIOG. V 42 [Theophrasts Schrift] Περὶ τῶν Ἀρχελάου α´.
60 A 4. HIPPOL. ref. I 9 p. 15 [Dox. 563]. (1) Archelao era ateniese di nascita, figlio di Apollodoro: egli parlò della mistione della materia come Anassagora e dei princìpi nella stessa maniera: disse che nell'intelletto c'è senz'altro una certa mistione. (2) L'inizio del movimento è 〈la〉 separazione l'uno dall'altro del caldo e del freddo - e il caldo si muove, il freddo sta fermo. L'acqua liquefatta corre verso il centro ove, poi, bruciata, si trasforma in aria e in terra, delle quali l'una è trascinata in alto, l'altra si ferma in basso. (3) Per queste ragioni la terra ha origine, sta ferma e giace al centro, parte, per così dire, insignificante dell'universo. 〈L'aria, invece, domina tutto〉 prodotta dalla combustione: da essa, infocata, deriva la sostanza dei corpi celesti di cui il più grande è il sole, il secondo la luna, mentre gli altri sono taluni più piccoli, altri più grandi. (4) Egli sostiene che la volta celeste è inclinata e, così, che il sole fa lume sulla terra, rende l'aria trasparente, e asciutta la terra. Questa in origine era una palude, perché elevata alla periferia e cava al centro. A prova di tale cavità della terra egli adduce il fatto che il sole non si leva né tramonta contemporaneamente per tutti gli uomini - ciò che dovrebbe fare se la terra fosse piatta. (5) Riguardo agli animali dice che, appena la terra si riscaldò nella parte bassa dove il caldo e il freddo erano mescolati, apparvero numerose creature viventi e anche gli uomini, che avevano tutti la stessa forma di vita ed erano nutriti dalla palude (erano del resto di vita breve); più tardi ci fu la generazione dell'uno dall'altro. (6) E gli uomini si distinsero dagli altri e si crearono capi e leggi e arti e città e tutto il resto. Dice che l'intelletto è innato in tutti gli esseri viventi senza distinzione, e ciascuno, anche degli animali, usa l'intelletto, taluni con più lentezza, altri con più vivacità. 60 A 4. HIPPOL. Ref. I 9 p. 15 (D. 563, W. 15) (1) Ἀρχέλαος τὸ μὲν γένος Ἀθηναῖος, υἱὸς δὲ Ἀπολλοδώρου. οὗτος ἔφη τὴν μίξιν τῆς ὕλης ὁμοίως Ἀναξαγόραι [II 46. 5 App.] τάς τε ἀρχὰς ὡσαύτως. οὗτος δὲ τῶι νῶι ἐνυπάρχειν τι εὐθέως μῖγμα. (2) εἶναι 〈δ'〉 ἀρχὴν τῆς κινήσεως 〈τὸ〉 ἀποκρίνεσθαι ἀπ' ἀλλήλων τὸ θερμὸν καὶ τὸ ψυχρόν, καὶ τὸ μὲν θερμὸν κινεῖσθαι, τὸ δὲ ψυχρὸν ἠρεμεῖν˙ τηκόμενον δὲ τὸ ὕδωρ εἰς μέσον ῥεῖν, ἐν ὧι καὶ κατακαιόμενον ἀέρα γίνεσθαι καὶ γῆν, ὧν τὸ μὲν ἄνω φέρεσθαι, τὸ δὲ ὑφίστασθαι κάτω. (3) τὴν μὲν οὖν γῆν ἠρεμεῖν καὶ γενέσθαι διὰ ταῦτα, [II 46. 10 App.] κεῖσθαι δ' ἐν μέσωι οὐδὲν μέρος οὖσαν, ὡς εἰπεῖν, τοῦ παντός. 〈τὸν δ' ἀέρα κρατεῖν τοῦ παντὸς〉 ἐκδεδομένον ἐκ τῆς πυρώσεως, ἀφ' οὗ πρῶτον ἀποκαιομένου τὴν τῶν ἀστέρων εἶναι φύσιν, ὧν μέγιστον μὲν ἥλιον, δεύτερον δὲ σελήνην, τῶν δὲ ἄλλων τὰ μὲν ἐλάττω τὰ δὲ μείζω. (4) ἐπικλιθῆναι δὲ τὸν οὐρανόν φησι καὶ οὕτως τὸν ἥλιον ἐπὶ τῆς γῆς ποιῆσαι φῶς καὶ τόν τε ἀέρα ποιῆσαι διαφανῆ καὶ [II 46. 15 App.] τὴν γῆν ξηράν. λίμνην γὰρ εἶναι τὸ πρῶτον, ἅτε κύκλωι μὲν οὖσαν ὑψηλήν, μέσον δὲ κοίλην. σημεῖον δὲ φέρει τῆς κοιλότητος, ὅτι ὁ ἥλιος οὐχ ἅμα ἀνατέλλει τε καὶ δύεται πᾶσιν, ὅπερ ἔδει συμβαίνειν, εἴπερ ἦν ὁμαλή. (5) περὶ δὲ ζώιων φησίν, ὅτι θερμαινομένης τῆς γῆς τὸ πρῶτον ἐν τῶι κάτω μέρει, ὅπου τὸ θερμὸν καὶ τὸ ψυχρὸν ἐμίσγετο, ἀνεφαίνετο τά τε ἄλλα ζῶια πολλὰ καὶ οἱ ἄνθρωποι, ἅπαντα [II 46. 20 App.] τὴν αὐτὴν δίαιταν ἔχοντα ἐκ τῆς ἰλύος τρεφόμενα (ἦν δὲ ὀλιγοχρόνια), ὕστερον δὲ αὐτοῖς ἡ ἐξ ἀλλήλων γένεσις συνέστη. (6) καὶ διεκρίθησαν ἄνθρωποι ἀπὸ τῶν ἄλλων καὶ ἡγεμόνας καὶ νόμους καὶ τέχνας καὶ πόλεις καὶ τὰ ἄλλα συνέστησαν. νοῦν δὲ λέγει πᾶσιν ἐμφύεσθαι ζώιοις ὁμοίως. χρῆσθαι γὰρ ἕκαστον καὶ τῶν ζώιων τῶι νῶι, τὸ μὲν βραδυτέρως, τὸ δὲ ταχυτέρως.