Transcription of 65-A,3
65 A 3. ARISTOT. metaph. A 6. 987 a 29. Dopo la filosofia di cui si è parlato [quella presocratica], venne l'insegnamento di Platone, che per molti aspetti si attiene a quello dei Pitagorici, ma che ha anche aspetti propri, che non rientrano nella filosofia degli Italici. Da giovane infatti dapprima frequentò Cratilo e prese consuetudine con le dottrine eraclitee, per cui tutte le cose sensibili sempre scorrono e di esse non vi è scienza; e di questa opinione egli rimase anche in seguito. DIOG. LAERT. III 6. Da allora - ed egli [Platone] aveva venti anni - fu discepolo di Socrate, come dicono; morto Socrate, seguì Cratilo eracliteo ed Ermogene, interprete di Parmenide. 65 A 3. ARISTOT. metaph. A 6. 987 a 29 μετὰ δὲ τὰς εἰρημένας φιλοσοφίας [Vorsokratik] ἡ Πλάτωνος ἐπεγένετο πραγματεία τὰ μὲν πολλὰ τούτοις [Pythagoreer] ἀκολουθοῦσα, τὰ δὲ καὶ ἴδια παρὰ τὴν τῶν Ἰταλικῶν ἔχουσα φιλοσοφίαν. ἐκ νέου τε γὰρ συνήθης γενόμενος πρῶτον Κρατύλωι καὶ ταῖς Ἡρακλειτείοις δόξαις, ὡς [II 69. 25] ἁπάντων τῶν αἰσθητῶν ἀεὶ ῥεόντων καὶ ἐπιστήμης περὶ αὐτῶν οὐκ οὔσης, ταῦτα μὲν καὶ ὕστερον οὕτως ὑπέλαβεν˙ Σωκράτους δὲ κτλ. DIOG. III 6 τοὐντεῦθεν δὴ γεγονώς, φασίν, εἴκοσιν ἔτη [Plato] διήκουσε Σωκράτους˙ ἐκείνου δ' ἀπελθόντος προσεῖχε Κρατύλωι τε τῶι Ἡρακλειτείωι καὶ Ἑρμογένει τῶι τὰ Παρμενίδου φιλοσοφοῦντι.