Transcription of 7-B,5
7 B 5 [6]. ORIG. c. Cels. VI 42 [ II 112, 20]. [Celso], esponendo i versi di Omero [Il. I 590, XV 18], dice che le parole di Zeus nei confronti di Era sono parole di Dio nei confronti della materia e che queste parole sono espresse in forma enigmatica, nel senso che avendo preso a sé la terra, che dall'inizio si trovava in una condizione di caos, Dio la costrinse in relazioni e proporzioni precise e la ordinò; e che scacciò, punendoli con il passaggio in questo mondo, quelli tra i demoni terrestri che avevano peccato di superbia. Dice inoltre che Ferecide, avendo inteso a questo modo questi versi di Omero, affermò:

Sotto questa parte di terra vi è la regione del Tartaro: sorvegliano le figlie di Borea, le Arpie e la Procella; qui Zeus scaccia chi tra gli dèi insuperbisca.

E dice che a tale concezione si attiene anche il peplo di Atena, da tutti osservato nella processione delle Panatenee: anche da esso, infatti, appare che una divinità non generata da madre e incontaminata comanda sui terrestri che insolentiscono.

7 B 5 [6]. ORIG. c. Cels. VI 42 [ II 112, 20 K.] καὶ διηγούμενός γε τὰ Ὁμηρικὰ ἔπη [A. 590 O 18] φησὶ [Celsus] λόγους εἶναι τοῦ θεοῦ πρὸς τὴν ὕλην τοὺς λόγους τοῦ Διὸς πρὸς τὴν Ἥραν, τοὺς δὲ πρὸς τὴν ὕλην λόγους αἰνίττεσθαι, ὡς ἄρα ἐξ ἀρχῆς αὐτὴν πλημμελῶς ἔχουσαν [I 49. 20 App.] διαλαβὼν ἀναλογίαις τισὶ συνέδησε καὶ ἐκόσμησεν ὁ θεός, καὶ ὅτι τοὺς περὶ αὐτὴν δαίμονας, ὅσοι ὑβρισταί, τούτους ἀπορριπτεῖ κολάζων αὐτοὺς τῆι δεῦρο ὁδῶι. ταῦτα δὲ τὰ Ὁμήρου ἔπη οὕτω νοηθέντα τὸν Φερεκύδην φησὶν εἰρηκέναι τὸ "κείνης δὲ τῆς μοίρας ἔνερθέν ἐστιν ἡ ταρταρίη μοῖρα˙ φυλάσσουσι δ' αὐτὴν [I 49. 25 App.] θυγατέρες Βορέου Ἅρπυιαί τε καὶ Θύελλα ˙ ἔνθα Ζεὺς ἐκβάλλει θεῶν ὅταν τις ἐξυβρίσηι". τῶν τοιούτων δέ φησιν ἔχεσθαι νοημάτων καὶ τὸν [ περὶ] τῆς Ἀθηνᾶς πέπλον ἐν τῆι πομπῆι [I 50. 1] τῶν Παναθηναίων ὑπὸ πάντων θεωρούμενον. δηλοῦται γάρ, φησίν, ἀπ' αὐτοῦ, ὅτι ἀμήτωρ τις καὶ ἄχραντος δαίμων ἐπικρατεῖ θρασυνομένων τῶν γηγενῶν.