Transcription of 80-A,17aG
80 A 17 a. G ARISTOT. metaph. K 1. 1053 a 31 sgg.26* Anche la scienza diciamo che è misura delle cose, come pure la sensazione, per lo stesso motivo, perché noi conosciamo per mezzo di esse; ché altrimenti, anziché misurare, son esse che vengono misurate. Ci accade come quando uno ci misura, che conosciamo la nostra altezza da quante volte ci viene applicata la misura del cubito. Protagora poi dice che misura di tutto è l'uomo; intendendo l'uomo nel senso di essere sapiente o senziente. I quali dunque sono misura, in quanto posseggono l'uno la sensazione, e l'altro la scienza, le quali noi diciamo esser misure degli oggetti. Perciò Protagora non dice nulla di straordinario, mentre sembra che faccia una scoperta. 80 A 17 a. G ARISTOT. metaph. K 1. 1053 a 31 sgg. καὶ τὴν ἐπιστήμην δὲ μέτρον τῶν πραγμάτων λέγομεν καὶ τὴν αἴσθησιν διὰ τὸ αὐτό, ὅτι γνωρίζομέν τι αὐταῖς, ἐπεὶ μετροῦνται μᾶλλον ἢ μετροῦσιν. ἀλλὰ συμβαίνει ἡμῖν ὥσπερ ἂν εἰ ἄλλου ἡμᾶς μετροῦντος ἐγνωρίσαμεν πηλίκοι ἐσμὲν τῷ τὸν πῆχυν ἐπὶ τοσοῦτον ἡμῶν ἐπιβάλλειν. Πρωταγόρας δ' ἄνθρωπόν φησι πάντων εἶναι μέτρον, ὥσπερ ἂν εἰ τὸν ἐπιστήμονα εἰπὼν ἢ τὸν αἰσθανόμενον˙ τούτους δ' ὅτι ἔχουσιν ὁ μὲν αἴσθησιν ὁ δὲ ἐπιστήμην, ἅ φαμεν εἶναι μέτρα τῶν ὑποκειμένων. οὐθὲν δὴ λέγοντες περιττὸν φαίνονταί τι λέγειν.