Transcription of 84-A,16
84 A 16. PLAT. Euthyd. 277 E. [Socrate a Clinia] - E anzitutto bisogna studiare quel che Prodico chiama la proprietà delle parole; il che appunto ti dimostrano questi due forestieri [Eutidemo e Dionisodoro]; perché tu non sapevi che il verbo imparare si usa quando si viene a cognizione di un fatto del quale antecedentemente non si aveva cognizione alcuna, ma si usa anche quando, possedendo già la cognizione, con l'aiuto di questa riesaminiamo lo stesso fatto, sia esso un'azione o un discorso. Veramente, questo si chiama piuttosto capire che imparare, ma alle volte si usa anche imparare.16* 84 A 16. PLATO Euthyd. 277 E πρῶτον γάρ, ὥς φησι Π., περὶ ὀνομάτων ὀρθότητος μαθεῖν δεῖ˙ ὃ δὴ καὶ ἐνδείκνυσθόν σοι τὼ ξένω (Euthydemos und Dionysodoros) ὅτι οὐκ ἤιδησθα τὸ μανθάνειν, ὅτι οἱ ἄνθρωποι καλοῦσι μὲν [II 311. 25 App.] ἐπὶ τῶι τοιῶιδε, ὅταν τις ἐξ ἀρχῆς μηδεμίαν ἔχων ἐπιστήμην περὶ πράγματός τινος ἔπειτα ὕστερον αὐτοῦ λαμβάνηι τὴν ἐπιστήμην, καλοῦσι δὲ ταὐτὸν τοῦτο καὶ ἐπειδὰν ἔχων ἤδη τὴν ἐπιστήμην ταύτηι τῆι ἐπιστήμηι ταὐτὸν τοῦτο πρᾶγμα ἐπισκοπῆι ἢ πραττόμενον ἢ λεγόμενον. μᾶλλον μὲν αὐτὸ ξυνιέναι καλοῦσιν ἢ μανθάνειν, ἔστι δ' ὅτε καὶ μανθάνειν.