Transcription of 87-B,1

B. FRAMMENTI

DELLA VERITÀ LIBRI I E II

I. Teoria della conoscenza e dottrina dei principi.

87 B 1 [81 a Antiph. or. p. 130 Blass; 99 a O. A. II 147 Sauppe]. GALEN. in Hipp. de offic. XVIII B 656 Kühn. [A volte Crizia contrappone il concetto di γνώμη a quello di αἴσθησις],10*come anche Antifonte, nel primo libro della Verità, quando dice:

Se hai capito questo, saprai che nulla di singolo esiste per esso [il logos?], né di ciò che vede con l'occhio l'essere il più lungiveggente, né di ciò che pensa col pensiero [γνώμη] l'essere il più lungipensante.11*
HIPPOCR. de arte 2 [p. 36,18 Gomperz2; C.M.G. I, 1 p. 10, 1]. A me pare che nessun'arte esiste assolutamente più, se non abbia un'esistenza reale; poiché è assurdo pensar qualcosa di esistente, senza che esista; infatti di cibi che non esiste, quale essenza reale si potrebbe avere sott'occhio, per affermare che quella cosa esiste? che se ciò che non esiste può esser veduto al pari di ciò che esiste, non so con che criterio si riterrebbero inesistenti quelle cose la cui esistenza è dato constatare con gli occhi e immaginare col pensiero. Bando dunque a una tale teoria; la verità è invece che ciò che esiste si vede e si conosce sempre, quel che non esiste né si vede né si conosce. Pertanto, ciascuna delle arti è suscettibile di conoscenza, quando se ne siano apprese le qualità specifiche, e non ve n'è alcuna che non sia visibile per qualche sua qualità. Ed io credo appunto che ciascuna derivi il suo nome dalle sue proprietà, perché è assurdo credere che le proprietà delle cose traggano origine dai nomi, oltreché è impossibile; perché i nomi sono convenzioni, mentre le proprietà non sono convenzioni, ma formazioni naturali.12*

B. FRAGMENTE

ΑΝΤΙΦΩΝΤΟΣ ΑΛΗΘΕΙΑΣ Ᾱ Β̅

Erkenntnistheorie und Prinzipienlehre

87 B 1 [81a Blass Antiph. or. p. 130; 99 a Sauppe Oratt. att. II 147]. GAL. in Hipp. de med. off. XVIII B 656 K. [II 337. 25] nach Kritias 88 B 40: ὥσπερ καὶ ὁ Ἀ. ἐν τῶι προτέρωι τῆς Ἀληθείας οὕτω λέγων˙ [II 338. 1 App.] 'ταῦτα δὲ γνοὺς εἴσηι ἕν τι οὐδὲνὂν αὐτῶι οὔτε ὧν ὄψει ὁρᾶιὁ ὁρῶν μακρότατα οὔτε ὧν γνώμηι γιγνώσκει ὁ μακρότατα γιγνώσκων'. Dagegen HIPPOCR. de arte 2 [p. 36, 18 Gomp.2 = CMG. I, 1 p. 10, 1]. δοκεῖ δή μοι τὸ μὲν [II 338. 5] σύμπαν τέχνη εἶναι οὐδεμία οὐκ ἐοῦσα˙ καὶ γὰρ ἄλογον τῶν ἐόντων τι ἡγεῖσθαι μὴ ἐόν˙ ἐπεὶ τῶν γε μὴ ἐόντων τίνα ἄν τις οὐσίην θεησάμενος ἀπαγγείλειεν ὡς ἔστιν; εἰ γὰρ δὴ ἔστι γ' ἰδεῖν τὰ μὴ ἐόντα ὥσπερ τὰ ἐόντα, οὐκ οἶδ', ὅπως ἄν τις αὐτὰ νομίσειε μὴ ἐόντα, ἅ γε εἴη καὶ ὀφθαλμοῖσιν ἰδεῖν καὶ γνώμηι νοῆσαι ὡς ἔστιν. [II 338. 10 App.] ἀλλ' ὅπως μὴ οὐκ ἦι τοῦτο τοιοῦτον˙ ἀλλὰ τὰ μὲν ἐόντα αἰεὶ ὁρᾶταί τε καὶ γινώσκεται, τὰ δὲ μὴ ἐόντα οὔτε ὁρᾶται οὔτε γινώσκεται. γινώσκεται τοίνυν, δεδιδαγμένων ἤδη 〈τῶν εἰδέων, ἑκάστη〉 τῶν τεχνέων, καὶ οὐδεμία ἐστὶν ἥ γε ἔκ τινος εἴδεος οὐχ ὁρᾶται. οἶμαι [II 339. 1 App.] δ' ἔγωγε καὶ τὰ ὀνόματα αὐτὰς διὰ τὰ εἴδεα λαβεῖν˙ ἄλογον γὰρ ἀπὸ τῶν ὀνομάτων ἡγεῖσθαι τὰ εἴδεα βλαστάνειν καὶ ἀδύνατον˙ τὰ μὲν γὰρ ὀνόματα [φύσεως] νομοθετήματά ἐστιν, τὰ δὲ εἴδεα οὐ νομοθετήματα, ἀλλὰ βλαστήματα.