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      Or, per tornare al proposito donde siamo dipartiti,
disse Iside a Momo, che gli stupidi ed insensati idolatri
non aveano raggione di ridersi del magico e divino culto
degli Egizii; li quali in tutte le cose ed in tutti gli effetti,
secondo le proprie raggioni di ciascuno, contemplavano la
divinità; e sapeano per mezzo delle specie che sono nel
grembo della natura, ricevere que' beneficii che desideravano
da quella; la quale come dal mare e fiumi dona i
pesci, da gli deserti gli salvatici animali, da le miniere gli
metalli, da gli arbori le poma; cossí da certe parti, da certi
animali, da certe bestie, da certe piante porgono certe
sorti, virtudi, fortune ed impressioni. Però la divinitade
nel mare fu chiamata Nettuno, nel sole Apolline, nella
terra Cerere, ne gli deserti Diana; e diversamente in ciascuna
de le altre specie, le quali, come diverse idee, erano
diversi numi nella natura, li quali tutti si referivano ad
un nume de' numi e fonte de le idee sopra la natura.
Bruno Best 782