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      - Di questo, disse Giove, ne raggionarete poi. Ora
venendo a questo Cagnazzo che gli corre appresso, mentre
per tante centinaia d'anni l'apprende in spirito, e per
tema di perdere la materia d'andar piú cacciando, mai
viene quell'ora che la prenda in veritade, e tanto tempo
gli va latrando a dietro, fingendosi le risposte. - Di questo
mi son lamentato sempre, o padre, disse Momo, che hai
mal dispensato, facendo che quel can mastino che fu messo
a perseguitar la tebana volpe, l' hai fatto montare al cielo,
come fusse un levriero alla coda d'una lepre, facendo rimaner
là giú la volpe trasmutata in sasso. - Quod scripsi,
scripsi
, disse Giove. - E questo, disse Momo, è il male:
che Giove ha la sua volontà per giustizia, ed il suo fatto
per fatal decreto, per far conoscere ch'egli ave absoluta
autoritade, e per non donar a credere ch'egli confesse di
posser fare, o aver fatto errore, come soglion fare altri dei,
che, per aver qualche ramo de discrezione, tal volta si penteno,
si ritrattano e corregono. - Ed ora, disse Giove,
che pensi che sia quel che facciamo adesso, tu, che da un
particolare vuoi inferir la sentenza generale? - Si escusò
Momo che lui inferiva in generale in ispecie, cioè in cose
simili; non in genere, cioè in tutte le cose.
Bruno Best 810