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      Cossí dunque, conchiuse Giove, io voglio che la venazione
sia una virtú; atteso a quel che disse Iside in proposito
de le bestie; ed oltre, perché con tanto diligente
vigilanza, con sí religioso culto s'incerviano, incinghialano,
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inferiscono ed imbestialano. Sia, dico, virtú tanto eroica
che quando un prencipe perseguita una dama, una lepre,
un cervio o altra fiera, faccia conto che le nemiche legioni
gli corrano avanti; quando arà preso qualche cosa, sia
a punto in quel pensiero, come avesse alle mani cattivo
quel prencipe o tiranno di cui piú teme: onde non senza
raggione vegna a far que' bei ceremoni, rendere quelle
calde grazie e porgere al cielo quelle belle e sacrosante
bagattelle. - Ben provisto per il luogo del cane cacciatore,
disse Momo; il quale sarà bene d'inviarlo in Corsica
o in Inghilterra. Ed in suo luogo succeda la Predicazione
della verità, il Tirannicidio, il Zelo de la patria e di cose
domestiche, la Vigilanza, la Custodia e Cura della republica.
Or che farremo, disse, de la Cagnolina? - Allora
s'alzò la blanda Venere e la dimandò in grazia a gli dei,
perché qualche volta per passatempo suo e de le sue damigelle,
con quel vezzoso rimenamento de la persona, con
que' baciotti e con quel gentil applauso di coda, a tempo
de le lor vacanze, gli scherze in seno. - Bene, disse Giove;
ma vedi, figlia, che voglio che seco si parta l'Assentazione,
l'Adulazione tanto amate, quanto perpetuamente odiati
Zelo e Dispreggio; perché in quel loco voglio che sia la
Domestichezza, Comità, Placabilità, Gratitudine, semplice
Ossequio ed amorevole Servitude. - Fate, rispose la bella
dea, del resto quel che vi piace; perché senza queste cagnoline
non si può vivere felicemente in corte, come in quelle
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medesime non si può virtuosamente perseverare senza coteste
virtudi che tu racconti. -
Bruno Best 813-814-815