Transcription of VicSN25Nic,271[1]

— 271 —

le cittá, co’ soli termini postivi, li possedessero con sicurezza.
— Questa è stata propia nostra favola dell’etá dell’oro, perché
i termini furono posti a’ campi dalla religione, come sta pruo‐
vato in quest’opera; e i fatti accorti da’ mali della vita, non
comune ed umana, ma solitaria e ferina, furono gli empi scem‐
pioni di Grozio, inseguiti alla vita da’ violenti di Obbes, che,
per esser salvi, ricorsero alle terre de’ forti religiosi.
vi
      [484] Che la prima legge, come diceva Brenno, capitano de’
Galli, a’ romani, fu al mondo quella della forza, quale finora
ha immaginato Tommaso Obbes fatta da altri ad altri uomini,
e che perciò i regni, come nati dalla forza, con la forza deb‐
bansi conservare. — Ma la prima legge nacque dalla forza di
Giove, estimata dagli uomini posta nel fulmine: onde i giganti
s’atterravano per le grotte; dal quale atterramento, come si è
dimostro nell’opera, provenne tutta l’umanitá gentilesca.
vii
      [485] Che ’l timore fece nel mondo i primieri dèi, sull’idea di Sa‐
muello Pufendorfio che tal timore da altri fusse messo ad altri
uomini: onde altri fanno le leggi figliuole dell’impostura, e
che perciò gli Stati si debbano conservare con certi secreti di
potenza e certe apparenze di libertá. — Ma il timore che essi
giganti ebbero de’ fulmini fecegli andare da se medesimi, cosí
permettendo la provvedenza, a fantasticare e riverire la divi‐
nitá di Giove re e padre di tutti i dèi: onde la religione, non
la forza o l’impostura, è di essenza delle repubbliche.
viii
      [486] Che ’l sapere riposto dall’Oriente fossesi sparso per lo resto
del mondo con questa successione di scuole: che Zoroaste avesse
addottrinato Beroso, Beroso Mercurio Trimegisto, Mercurio
Vico SN25Nic 271