Transcription of VicSN25Nic,272[1]

— 272 —

Atlante, Atlante Orfeo. — Ma questa fu la sapienza volgare,
che dagli stessi princípi delle religioni andò propagandosi per
la terra col propagamento di esso genere umano, il quale senza
dubbio uscí tutto dall’Oriente. E la sapienza riposta pur dal‐
l’Oriente fu del pari portata per gli fenici agli egizi, a’ quali
ne portarono l’uso del quadrante e la scienza dell’elevazione
del polo; a’ greci, a’ quali portarono le figure geometriche,
dalle quali poscia i greci formarono le lettere.
ix
      [487] Che quindi Orfeo, col cantare a suon di liuto favole ma‐
ravigliose intorno al potere degli dèi a’ selvaggi uomini della
Grecia, avessegli ridutti all’umanitá e sí fondata le gente greca.
— Questo si è ritruovato uno brutto anacronismo delle turbo‐
lenze eroiche di Grecia per cagione del dominio de’ campi,
avvenute da cinquecento anni dopo esservisi introdotte le re‐
ligioni e fondati popoli e regni.
x
      [488] Per questa favola d’Orfeo, che prima fossono state le lingue
volgari, poi quelle de’ poeti, sull’idea che noi abbiamo finora
avuta che Orfeo di Tracia avesse comunanza di favella con
gli uomini greci vagabondi per le selve: talché sopra la greca
lingua volgare potesse lavorare trasporti poetici ed usare le mi‐
sure del canto, perché, con la maraviglia delle favole, con le
novitá dell’espressione e con la dolcezza dell’armonia, egli, di‐
lettando i violenti di Obbes, gli scempioni di Grozio, gli abban‐
donati di Pufendorfio, li riducesse all’umanitá. — Ma si è dimo‐
stro che senza religione esse lingue né potevano pur nascere.
xi
      [489] Che i primi autori delle lingue furono sappienti. — Ma della
prima e propia sapienza, che fu quella de’ sensi, come abbiamo
qui dimostro ne’ princípi della ragion poetica.
Vico SN25Nic 272