Transcription of VicSN44,261[1]
— 261 —
ed è propietà di natura umana, che chi non sa, sempre
dubita
: per tutto ciò non conoscevano buona fede; e di
tutte l' obbligazioni si assicuravano con la mano o vera,
o finta, però questa accertata nell' atto del negozio con
le stipulazioni solenni: ond' è quel celebre Capo nella
Legge delle XII. Tavole, Si quis nexum faciet
mancipiumque uti lingua nuncupassit
ita ius esto
. Dalla qual natura di cose umane
civili escono queste verità.
      I. Che quello, che dicono, che l' antichissime
vendite, e compere
furono permutazioni, ove fussero
di robe stabili, elleno dovetter'esser quelli, che nella
barbarie ricorsa furon detti livelli; de' quali s'intese
l'utilità, perch'altri abbondasse di fondi, i quali dassero
copia di frutti, de' quali altri avesse scarsezza,
e così a vicenda.
      II. Le locazioni di case non potevano celebrarsi,
quand'erano picciole le città, e l' abitazioni ristrette;
talchè si dovettero da' padroni de' suoli quelli darsi,
perch' altri vi fabbricasse; e sì non poteron'esser'altri,
che censi.
      III. Le locazioni de' terreni dovetter'esser' enfiteusi;
che da' Latini furono dette clientelae; ond'i Gramatici
dissero indovinando, che clientes fussero stati detti,
quasi colentes.
      IV. Talchè questa dev'esser la cagione, onde per
la barbarie ricorsa negli Antichi Archivj non si leggon'
altri contratti, che censi di case, o poderi o in perpetuo,
o a tempo.
      V. Ch' è forse la ragione, perchè l' enfiteusi è contratto
de jure civili
; che per questi Principj si truoverà
essere lo stesso, che de jure Heroico Romanorum; a cui
Ulpiano oppone il Jus Naturale Gentium Humanarum;
che disse Umane in rapporto al Gius delle Genti barbare,
che furon prima, non delle Genti barbare, ch'a' suoi
Vico SN44 261