Transcription of VicSN44,470[1]
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D'un'Eterna Natural Legge Regia, per la
quale le Nazioni vanno a riposare
sotto le Monarchie.

      E tal forma Monarchica s'introdusse con questa Eterna
Natural Legge Regia
; la qual sentirono pure
tutte le Nazioni, che riconoscono da Augusto essersi
fondata la Monarchia de' Romani; la qual Legge non
han veduto gl' Interpetri della Romana Ragione occupati
tutti d'intorno alla Favola della Legge Regia di
Triboniano
, di cui apertamente si professa Autore nell'
Istituta, ed una volta l'appicca ad Ulpiano nelle Pandette:
ma l'intesero bene i Giureconsulti Romani, che
seppero bene del Diritto Naturale delle Genti, per ciò,
che Pomponio nella brieve Storia del Diritto Romano,
ragionando di cotal Legge, con quella ben'intesa
espressione ci lasciò scritto, rebus ipsis dictantibus
regna condita
. Cotal Legge Regia Naturale
è conceputa con questa formola naturale di eterna
utilità, che, poichè nelle Repubbliche libere tutti
guardano a' loro privati interessi; a' quali fanno servire
le loro pubbliche armi in eccidio delle loro nazioni;
perchè si conservin le nazioni, vi surga un solo, come tra'
Romani un' Augusto; che con la forza dell'armi richiami
a sè tutte le cure pubbliche, e lasci a' soggetti curarsi
le loro cose private; e tale e tanta cura abbiano delle
pubbliche, qual' e quanta il Monarca lor ne permetta;
e così si salvino i popoli, ch'anderebbono altrimente a
distruggersi. Nella qual verità convengono i Volgari
Dottori
, ove dicono, che Universitates sub Rege habentur
loco privatorum
; perchè la maggior parte de' Cittadini
non curano più ben pubblico; lo che Tacito sappientissimo
del Diritto Natural delle Genti negli Annali
dentro la sola Famiglia de' Cesari l'insegna con
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