Transcription of VicSN44,63[1]
— 63 —
ingegni, co' quali fanno tanti a maraviglia dilicati lavori;
però non sanno ancora dar l'ombre nella Pittura,
sopra le quali risaltar possano i lumi; onde non avendo
sporti, nè addentrati, la loro Pittura è goffissima;
e le statuette, ch'indi ci vengon di porcellana, gli ci
accusano egualmente rozzi, quanto lo furono gli Egizj
nella Fonderia; ond' è da stimarsi, che come ora
i Chinesi, così furono rozzi gli Egizj nella Pittura.
      Di questi Sciti è quell' Anacarsi, autore degli oracoli
Scitici
, come Zoroaste lo fu de' Caldaici; che dovettero
dapprima esser' Oracoli d'Indovini, che poi per
la boria de' Dotti passarono in Oracoli di Filosofi. Se dagli
Iperborei della Scizia presente, o da altra nata anticamente
dentro essa Grecia sieno venuti a' Greci i due
più famosi oracoli del Gentilesimo
, il Delfico, e 'l Dodoneo,
come il credette Erodoto, e dopo lui Pindaro, e
Ferenico seguiti da Cicerone de Natura Deorum; onde
forse Anacarsi fu gridato famoso Autore d'Oracoli, e fu
noverato tra gli antichissimi Dei Fatidici, si vedrà nella
Geografia Poetica. Vaglia per ora intendere, quanto
la Scizia fusse stata dotta in sapienza Riposta, che gli
Sciti ficcavano un coltello in terra, e l'adoravan per Dio,
perchè con quello giustificassero l'uccisioni, ch'avevan'
essi da fare; dalla qual fiera Religione uscirono le
tante virtù morali, e civili narrate da Diodoro Sicolo,
Giustino, Plinio
, e innalzate con le lodi al Cielo da
Orazio! Laonde Abari volendo ordinare la Scizia con
le leggi di Grecia, funne ucciso da Caduido suo fratello.
Tanto egli profittò nella Filosofia Barbaresca dell'
Ornio
, che non intese da sè le leggi valevoli di addimesticare
una gente barbara ad un'umana civiltà, e
dovette appararle da' Greci! ch' è lo stesso appunto de'
Greci in rapporto degli Sciti, che poco fa abbiam detto
de' medesimi a riguardo degli Egizj; che per la vanità
di dar'al loro sapere romorose origini d'Antichità
Vico SN44 63