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Cittá di Dio): ch’ella sotto gli re, che vi regnarono da dugen‐
cinquant’anni, manomise da piú di venti popoli, e non distese
piú di venti miglia l’imperio.
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      [Omero, il quale venne in tempo che non si eran ancora truovate le lettere vol‐
gari e ’l quale non vidde l’Egitto. — Anni del mondo 3290, di Roma 35]
      [89] Del qual primo lume di Grecia ci ha lasciato al buio la
greca storia d’intorno alle principali sue parti, cioè geografia
e cronologia, poiché non ci è giunto nulla di certo né della
di lui patria né dell’etá. Il quale nel terzo di questi libri si
truoverá tutt’altro da quello ch’è stato finor creduto. Ma,
qualunque egli sia stato, non vide certamente l’Egitto; il quale
nell’Odissea narra che l’isola ov’è il faro or d’Alessandria
fosse lontana da terraferma quanto una nave scarica, con ro‐
vaio in poppa, potesse veleggiar un intiero giorno. Né vide
la Fenicia; ove narra l’isola di Calipso, detta Ogigia, esser
tanto lontana che Mercurio dio, e dio alato, difficilissimamente
vi giunse, come se da Grecia, dove sul monte Olimpo egli
nell’Iliade canta starsi gli dèi, fusse la distanza che vi è dal
nostro mondo in America. Talché, se i greci a’ tempi d’Omero
avessero trafficato in Fenicia ed Egitto, egli n’arebbe perduto
il credito a tutti e due i suoi poemi.
xxxi

[Psammetico apre l’Egitto a’ soli greci di Ionia e di Creta. — Anni del mondo 3334]

      [90] Onde da Psammetico comincia Erodoto a raccontar cose
piú accertate degli egizi. E ciò conferma che Omero non vide
l’Egitto; e le tante notizie, ch’egli narra e di Egitto e d’altri
paesi del mondo, o sono cose e fatti dentro essa Grecia, come
si dimostrerá nella Geografia poetica; o sono tradizioni, alte‐
rate con lungo tempo, de’ fenici, egizi, frigi, ch’avevano me‐
nate le loro colonie tra’ greci; o sono novelle de’ viaggiatori
fenici, che da molto innanzi a’ tempi d’Omero mercantavano
nelle marine di Grecia.
Vico SN44-1Nic 58