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conseguenza di cotanto incomparabil grandezza, ne debbono
come di tutte piú romorose, esser piú certe le memorie che
scrive — non ne seppe, ed apertamente dice di non sapere, tre
gravissime circostanze. La prima, sotto quali consoli, dopo
aver espugnato Sagunto, avesse Annibale preso dalla Spagna il
cammino verso l’Italia. La seconda, per quali Alpi vi giunse,
se per le Cozie o l’Appennine. La terza, con quante forze; di
che truova negli antichi annali tanto divario, ch’altro avevano
lasciato scritto seimila cavalieri e ventimila pedoni, altri ven‐
timila di quelli e ottantamila di questi.
[Conclusione]

      [118] Per lo che tutto ragionato in queste Annotazioni, si vede
che quanto ci è giunto dell’antiche nazioni gentili, fin a’ tempi
diterminati su questa Tavola, egli è tutto incertissimo. Onde noi
in tutto ciò siamo entrati come in cose dette «nullius», delle
quali è quella regola di ragione che «occupanti conceduntur»;
e perciò non crediamo d’offendere il diritto di niuno se ne
ragioneremo spesso diversamente ed alle volte tutto il contrario
all’oppenioni che finora si hanno avute d’intorno a’ princípi
dell’umanitá delle nazioni. E, con far ciò, gli ridurremo a prin‐
cípi di scienza, per gli quali ai fatti della storia certa si rendano
le loro primiere origini, sulle quali reggano e per le quali tra
essoloro convengano; i quali finora non sembrano aver alcun
fondamento comune né alcuna perpetuitá di séguito né alcuna
coerenza tra lor medesimi.
Vico SN44-1Nic 72